Mentre i produttori di automobili favoriscono sempre più interni sobri ed eleganti con tappezzerie monocromatiche in tonalità come il nero o il beige, i produttori di autobus hanno mantenuto una tradizione distinta per decenni. I sedili degli autobus sono famosi per essere rivestiti con tessuti che presentano forme geometriche impossibili e colori vivaci, uno stile che è diventato un classico senza tempo nonostante la sua somiglianza con le carte da parati degli anni '80. Questa scelta di design si contrappone nettamente all'industria automobilistica, dove tali motivi non sono mai stati di moda.

Pedro, un autista di autobus di 52 anni, ha affrontato questo fenomeno in un video pubblicato da Autocares Grupo Benidorm sui social media. Ha chiesto chi avesse deciso che i sedili degli autobus dovessero assomigliare agli screensaver degli anni '80, per poi spiegare la necessità funzionale dietro l'estetica audace. Secondo Pedro, questi specifici disegni di tappezzeria sono progettati per resistere a un utilizzo intenso, inclusa l'attrito costante, le pulizie frequenti e i rigorosi requisiti di sicurezza.

I colori vivaci e i motivi complessi servono a uno scopo duplice: forniscono un'identità unica all'interno del veicolo e aiutano a mantenere un aspetto uniforme nel corso degli anni di servizio. A differenza dei tessuti monocromatici, che rivelerebbero facilmente sporco e macchie – specialmente nelle tonalità più chiare – i disegni geometrici caotici mimetizzano efficacemente lo sporco accumulato dal traffico costante di passeggeri. Questo consente agli operatori di utilizzare tessuti non scuri che non riducono la sensazione di spazio all'interno del veicolo.

Pedro nota che questi disegni, strisce e forme impossibili non sono casuali, ma rappresentano una combinazione di esigenze di design, durata e manutenzione. Nel corso dei decenni, questo specifico stile di tappezzeria si è evoluto in un simbolo di identità per gli autobus urbani, sebbene venga utilizzato anche nei pullman interurbani, nei treni e nelle tranvie.

Fonti: Motorpasión.