Le memorie di Enzo Ferrari, Le mie gioie terribili, contengono una descrizione incisiva di Wifredo Ricart: stringergli la mano, scrisse Ferrari, era come toccare «la mano fredda e senza vita di un cadavere». L’osservazione riflette l’ostilità tra i due uomini, il cui disaccordo all’Alfa Romeo entrò a far parte della storia che portò all’uscita di Ferrari dall’azienda e al successivo lavoro di Ricart sulla Pegaso Z-102.

Ricart si laureò in ingegneria industriale presso la Scuola di Ingegneria Industriale di Barcellona nel 1918, a 21 anni. Il suo primo impiego fu presso Vallet y Fiol, che produceva motori per pompe idrauliche e distribuiva automobili Hispano-Suiza. Di fronte alla scarsità di carburante, sviluppò il carburol, un carburante alternativo. Nel 1920 fondò Ricart y Pérez con Francisco Pérez de Olaguer, per costruire motori industriali con il marchio Rex.

Nel 1922 Ricart progettò e costruì due auto da corsa in meno di 200 giorni. La Ricart-Pérez aveva un motore a quattro cilindri da 1.498 cc con due alberi a camme in testa, 16 valvole e camere di combustione emisferiche, oltre ad altre caratteristiche.

Ricart entrò all’Alfa Romeo a Milano nel 1936, diventando responsabile dei progetti speciali e direttore tecnico del dipartimento di ricerca e sviluppo. Gli fu affidato anche il controllo del programma corse, precedentemente gestito da Ferrari. Ricart sostenne con il presidente dell’Alfa Romeo, Ugo Gobbato, che Ferrari, non essendo un ingegnere, non avrebbe dovuto dirigere la squadra corse. Alla fine Gobbato licenziò Ferrari.

Il resoconto sottolinea che Ricart fu un fattore determinante, ma non l’unica ragione per cui Ferrari lasciò l’Alfa Romeo, e osserva che l’entità della loro rivalità personale si basa in gran parte sui ricordi dello stesso Ferrari. Ricart continuò a sviluppare automobili all’Alfa Romeo, tra cui la 512 Grand Prix, dotata di un motore boxer a 12 cilindri montato in posizione centrale, due compressori e una potenza superiore a 500 cavalli.

Dopo la Seconda guerra mondiale, Ricart lasciò l’Italia e tornò in Spagna, rifiutando un’offerta della Studebaker negli Stati Uniti. Contribuì alla fondazione dell’ENASA nell’ex stabilimento Hispano-Suiza di Barcellona. La Pegaso Z-102 dell’azienda debuttò al Salone dell’automobile di Parigi del 1951, con un V8 in lega leggera, quattro alberi a camme in testa e un assale posteriore De Dion.

Nel 1953 la Z-102 diventò per breve tempo l’auto di serie più veloce del mondo, facendo registrare una velocità media di 243 km/h a Jabbeke, in Belgio. La rivista Motorsport descrisse l’auto spagnola come una seria concorrente della Ferrari.

Fonti: Motorpasión.