L’immensa esposizione di veicoli personalizzati del SEMA rendeva impossibile vedere ogni elaborazione, perciò i primi momenti salienti dell’evento comprendevano un mix di omaggi compatti, conversioni fuori dagli schemi e classici restaurati con cura.

Due kei car Suzuki Twin sono state dotate di kit Rocket Bunny Pandem Pocket Bunny per assomigliare alle Nissan R32 e R34 GT-R. L’auto ispirata alla R32 ha un motore turbo da 1,0 litri che sviluppa circa 120 cavalli, mentre la versione in stile R34 mantiene una configurazione più vicina a quella di serie.

Tra le altre elaborazioni che hanno attirato l’attenzione figuravano un Tesla Cybertruck modificato e decorato con i marchi Grand Theft Auto VI e Rockstar Games, e una Toyota Tacoma di prima generazione, pensata per la pista, con il motore montato nel cassone sotto un grande alettone posteriore.

La TX1 di Meso Customs parte dalla Toyota Tacoma, ma le conferisce un frontale ispirato alla Lexus GX e un abitacolo rivisitato, pensato per evocare il marchio di lusso. Un’altra creazione pratica ma fuori dagli schemi è il trasportatore Type 2 Volkswagen di Raymond Canales, realizzato per trasportare la sua Beetle da gara.

I progetti dedicati alle auto classiche comprendevano una Chevrolet 210 wagon del 1956 di Mad Customs, caratterizzata da una patina naturale e modifiche discrete, tra cui un motore LT4 V-8 nascosto. La Camaro Z/28 del 1969 di Steve Strope abbinava un big-block Chevrolet con carburatore a una trasmissione Turbo-Hydramatic 400 modificata e a un overdrive Gear Vendors, oltre alla vernice Ice Gray Metallic e agli interni Graphite Blue.

Fonti: Car and Driver.