José Ramón Palacios ricorda la prima volta che guidò un treno AVE: era durante la Pasqua e a bordo c’erano più di 600 passeggeri. Aveva trascorso oltre 15 anni facendo esperienza sui treni di categorie inferiori, di cui sei come assistente macchinista. Oggi, secondo quanto raccontato ad ABC, chi aspira a diventare macchinista segue in genere un corso di 10-12 mesi prima di cercare lavoro, invece di affrontare il percorso più lungo che aveva seguito lui.

Palacios afferma che il lavoro richiede pratica oltre che teoria. Ha impiegato più di dieci anni ad acquisire esperienza prima di mettersi alla guida di un AVE, mentre le pressioni sul personale hanno ridotto il tempo disponibile per formare e affiancare i nuovi macchinisti.

Vicente Almenar, rappresentante nazionale del settore macchinisti per il sindacato UGT, descrive un precedente percorso attraverso i ferrovieri del Genio, che prevedeva tre anni di formazione: due anni di teoria e uno di pratica. Quel sistema terminò con la professionalizzazione delle forze armate e la fine del servizio militare obbligatorio. In seguito, Renfe istituì un proprio centro di formazione, con un corso di 10 mesi, e successivamente nacquero scuole private.

Il cambiamento avvenne in un contesto di carenza di ricambi per i macchinisti in pensione. Palacios ricorda che le assunzioni negli anni Novanta e nei primi anni Duemila non tennero il passo con il ricambio generazionale, lasciando una forza lavoro che invecchiava e un gruppo numeroso di pensionamenti. Almenar afferma che il precedente percorso triennale è stato di fatto ridotto a circa un anno. La formazione iniziale presso Renfe comprende circa 250 ore di guida pratica in condizioni reali, spiega; i centri privati possono offrirne meno.

La Commissione nazionale spagnola per i mercati e la concorrenza afferma che i macchinisti impiegano in media dai 12 ai 15 mesi per ottenere le abilitazioni necessarie a condurre un treno. La formazione è erogata da centri approvati dall’Agenzia spagnola per la sicurezza ferroviaria. I corsi, che durano dai 10 ai 12 mesi e costano circa 23.000 €, comprendono una licenza e un diploma, rilasciati dopo un esame dell’Agenzia. Se un tempo gli unici percorsi per arrivare in cabina erano Renfe o il servizio militare, oggi esistono più di 20 scuole private approvate.

La licenza e il diploma non abilitano un nuovo macchinista a condurre subito un AVE. Servono anche certificati relativi a specifici treni, linee e sistemi di sicurezza dell’operatore. I candidati devono superare le selezioni di Renfe o di operatori privati come Iryo e Ouigo, che comprendono prove teoriche e valutazioni di guida al simulatore. L’assegnazione ai servizi ad alta velocità dipende dall’operatore e dai certificati posseduti; presso Renfe conta anche l’anzianità di servizio.

Palacios è favorevole a ripristinare un periodo più lungo di affiancamento con macchinisti esperti e a far maturare ai nuovi assunti esperienza sui servizi merci e suburbani prima di passare ai treni ad alta velocità. UGT chiede una qualifica triennale regolamentata; una proposta elaborata con l’Istituto nazionale spagnolo delle qualifiche non è stata portata avanti. Almenar e Palacios indicano entrambi come motivo di preoccupazione la riduzione della componente pratica nella formazione odierna; Palacios sostiene che per reagire agli imprevisti occorre l’esperienza acquisita nel lavoro quotidiano.

Fonti: Motorpasión.